Via Garibaldi
Nei giorni che precedono il Natale via Garibaldi appariva sfavillante di luci ed i negozi che si affacciano sulla via, mostrano vetrine ammiccanti di colori con una sterminata esposizione di oggetti per tutti i gusti.
È la via più antica di Torino; è stata la via Pretoria dei Romani, la via Dora Grossa dell’800 fino a quando, morto l’Eroe dei due mondi, assunse il nome attuale. Testimonianze assai controverse, riferirono che al numero ventidue della via, Garibaldi organizzò la spedizione dei Mille.
La strada, attraverso duemila anni ha sempre mantenuto il tracciato attuale e gli edifici che la fiancheggiano furono costruiti tra il 1753 e il 1774, quando la vecchia via medioevale venne abbattuta e riedificata su disegno dell’ingegner Ignazio Bertola.
In certe notti, il forte vento che spazza la via, pare insinuarsi da piazza Statuto fino a raggiungere Palazzo Reale, e come nel medioevo quando soffiava in quelle strette vie dai portici bassi trascinando con sé i tetti di paglia delle misere casupole, ancora oggi racconta infinite storie di magia e di costume.
Si chiamava via Dora Grossa perché i rigagnoli che formavano la Dora, scorrevano al centro delle strade principali facendo da veri spazzini municipali. In seguito, via Garibaldi fu la prima ad essere dotata di rete fognaria e illuminazione a gas.
Un tempo, era attraversata da ben tre linee tranviarie: il tre, il quattro ed il sei. All’incrocio con via XX Settembre, strada altrettanto trafficata e stretta, i tram che dovevano svoltare avevano parecchi problemi.
La dimensione ridotta della carreggiata obbligava le vecchie vetture verdi di allora ad impegnare per un breve tratto il binario in direzione opposta. Nelle ore di punta non mancavano i vigili per agevolarne la manovra. Solamente nel 1978 si decise di abolire il transito dei veicoli in via Garibaldi.
Allora Torino con il suoi millecento metri, ebbe la strada pedonale più lunga di Europa. Inizialmente il provvedimento non piacque ai commercianti perché temevano di non vendere più nulla, m il tempo ha dimostrato il contrario: oggi via Garibaldi resta una delle strade preferite per gli acquisti anche se ora i negozi sono cambiati e diverso è il loro modo di proporsi.
Negli anni Settanta, al numero civico 8, quasi vicino a piazza Castello c’era lo Sporting: un big market di tante novità , negozio all’avanguardia dove si trovava abbigliamento classico per lo sport preferito e dalle vetrine occhieggiavano le prime tute da sci dai colori rosa e viola. Nei quattro piani, c’era veramente di tutto: anche la giacca dal severo taglio maschile che piaceva molto alla più femminile delle signore.
Anche oggi via Garibaldi conserva il medesimo incanto di un tempo: forse non c’è più la signorilità di una volta, uomini e donne camminano frettolosi vestiti con identici giacconi, stivali e berretti, assomigliano ad un esercito di soldati in divisa; c’è chiasso, musica, spesso maleducazione: ci si chiede dove sia andata a finire la vera eleganza torinese. Non si scorge più il cappello calzato a dovere o un bel cappotto di sartoria in tinta vivace. La donna ora si è omologata: si veste di nero in tutte le sue sfumature. Ma è la vita, i tempi sono cambiati: solamente da lontano Palazzo Madama così caro al Gozzano, ci ricorda gli antichi fasti di un tempo.
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