Un tempo c’era il Moulin Rouge
Sicuramente la Torino notturna degli anni Sessanta, non aspirava alle follie di Parigi, alle vetrine di Amburgo o ai mille paradisi di Singapore.
La Torino dei night era gaudente, forse eccessiva, assai diversa dall’atmosfera nebbiosa che accoglieva gli assonnati operai alle prime luci dell’alba, con vite scandite dai ferrei orari di fabbrica. Alla mattina alle otto o anche prima quasi tutti erano già al lavoro, non si aveva né tempo né voglia fisica di fare le ore piccole.
Ma esistevano diversi locali per chi voleva finire la serata con sensazioni a quei tempi peccaminose, come assistere allo spettacolo dello spogliarello. Uno di quelli era il Moulin Rouge.
Si accompagnava il cliente arrivato a Torino dall’estero, per far provare quell’atmosfera eccitante di una certa Parigi notturna.
L’ambiente era ampio, arredato con gusto, luci soffuse, tavolini e divanetti dove si esibivano le spogliarelliste.
Aveva le caratteristiche del music hall con una grande pedana in marmo trasparente che si sollevava durante lo spettacolo.
Si poteva anche ballare su quella pista, bere qualcosa in tranquillità , coccolato dal signor Alfio che gestiva il locale con competenza e signorilità .
C’erano due spettacoli e l’ultimo iniziava a mezzanotte e trenta. Gli spettacoli erano di alta classe e le entreneuses (così venivano chiamate intrattenitrici, ragazze belle e di classe).
Normalmente era aperto fino alle quattro del mattino, salvo prolungamenti a porte chiuse quando capitava il personaggio di riguardo che era disposto a spendere cifre ragguardevoli per champagne e tartine di caviale.
Altri tempi che volevano emulare il più famoso Moulin Rouge di Parigi edificio un po’ kitch, entrato nella storia come sinonimo di mondanità , erotismo e sensualità . E’ stato teatro di sfrenati can-can con ballerine ammiccanti di piume, strass e paillettes, testimone di un epoca folle, caratterizzata dalla spensieratezza e dalla leggerezza.
Via Des Ambrois 3 oggi… il Moulin Rouge non esiste più. È finita un’epoca. Sparite le paillettes le luci si sono spente, lo spettacolo è finito.
C’è solo una signora davanti alla vetrina del negozio di abbigliamento che una volta era l’ingresso del Moulin.
Il nome è accattivante si chiama Tourbillon e per un momento un turbinio di luci, paillettes e bollicine di champagne, accompagnano le note di un languido blues.
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