E senza rimpianti, Baciami! Parola dei Luciferme.
I Luciferme sono una band fiorentina, la cui musica si muove dalla new-wave, attraversando il rock per poi approdare a un pop contaminato dall’elettronica.
Ho incontrato la band il 13 maggio scorso al Diavolo Rosso ad Asti, e in quell’occasione ho intervistato Francesco Pisaneschi, cantante e frontman della band.
Rispetto alla descrizione fatta qui di sopra, puoi dirci chi erano e chi sono oggi i Luciferme, definendone l’attuale sound che state proponendo?
Il sound che stiamo inseguendo da anni e al quale stiamo finalmente approdando è quello concreto ed essenziale di chi passando attraverso i decenni di live vuole alla fine della fiera dare più peso al messaggio, perché è quello che deve passare, deve bucare, deve restare… siamo sempre noi ma la vita ci ha cambiati, in alcuni casi stravolti e nella musica resta traccia ,delle nostre vite, molto più adesso che sono sempre meno legate al mondo dello spettacolo a tutti i costi, sempre più vicine a quelle di chi la musica l’ascolta, nella speranza di percepire qualcosa, possibilmente qualcosa di diverso dallo spot di una band alla ricerca di uno spicchio di mercato. Comunque dal punto di vista dello stile sulla scelta dei suoni le nostre origini 70/80 si sentono ancora e non ci ammazziamo certo per nasconderle!
“Baciami” è il titolo del vostro ultimo singolo. Il titolo potrebbe condurre ad una canzone d’amore, ma che tematiche affronta realmente il brano in questione?
In effetti è proprio una canzone d’amore… d’amore viscerale per l’amministrazione esemplare del nostro paese fatta di cultura di progresso utile e disinteressato che ci rende orgogliosi di tutto quello che ci rappresenta, non ultima l’apertura spregiudicata alle altre culture, in particolare quelle provenienti dai paesi dell’est e del nord Africa… una serenata al nostro premier e al suo impegno… non si era capito?
Dato il particolare momento che sta vivendo la discografia italiana, sfrutterete qualche mezzo “alternativo” ai soliti canali, per far conoscere il vostro nuovo lavoro?
Avevamo organizzato un evento eccezionale coinvolgendo i media di mezzo mondo per un live su una piattaforma petrolifera nell’Atlantico…. Ma è saltato tutto e ora ci dovremo inventare qualcos’altro!
Tra i nomi che compaiono nei titoli di coda di “Baciami”, ci sono esponenti dei “vecchi” Litfiba. Come, e a quale scopo nasce questa collaborazione?
Uno di questi, Daniele Trambusti, è il nostro nuovo batterista e Antonio Aiazzi collabora con noi in studio.
Ci conosciamo più o meno da sempre e le collaborazioni nascono spesso così, per caso e con lo scopo di provare cose nuove tra teste nuove… a volte funziona: credo che si dovrebbe fare più spesso non solo in ambito artistico.
I testi son sempre curati e mai banali, ma proprio per questo hanno bisogno di una attenta lettura per capirli fino in fondo. Ci puoi spiegare quale è il messaggio che i Luciferme hanno più a cuore, e che vorrebbero divulgare con la propria musica?
Probabilmente in passato i testi erano pressoché criptati ma adesso direi che trasmettiamo in chiaro: il messaggio a cui tengo di più e che mi ripeto spesso da solo è quello di non perdersi troppo nel quotidiano, intasato di impegni che spesso non ci appartengono e ci portano a dimenticare di vivere. Aprire gli occhi non per rivolgerli bovinamente alla televisione, guardarsi dal di fuori e chiedersi perché stiamo facendo certe cose… come fanno i bambini prima di rincoglionirsi e diventare adulti come noi.
Siete una band attiva dal 1990 che ha sempre lavorato con impegno e passione, ma come è cambiato il contesto musicale italiano rispetto ai vostri esordi?
Non saprei risponderti troppo brevemente a questa domanda… forse non so proprio spiegarmi come si è passati da un epoca in cui tutti, anche i più accreditati e promossi sul mercato, si divertivano facendo musica e lasciando passare attraverso questa positività e voglia di provarci, ad un epoca in cui non c’è più spazio per la sperimentazione se non da parte di chi con la musica non ci deve vivere… forse è proprio per questo che noi luciferme, da professionisti che eravamo, ci siamo defilati consapevolmente verso il dilettantismo, perdendo forse dei treni importanti, ma questo approccio ci appartiene di più e ci rende liberi di fare quello che ci pare quando ci pare senza dover rendere conto del nostro estro al portafogli . Fuori dalle logiche di mercato è tutto molto più semplice e spontaneo. Certo la mattina bisogna alzarsi e andare a lavorare!.. ma questo ci rende più vicini alla vita “reale”, ai sui casini che sono anche quelli di chi viene a vederci suonare. A fine concerto ci possiamo fermare con loro a berci su senza dover fingere di capire…
Dopo queste parole non ci resta che ascoltare, guardare e … pensare.
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