Nando Tonon ha esordito nel 1989 con un’ambiziosa fatica letteraria “La Divina Tragicommedia di San Mauroâ€, rivisitazione in chiave satirica del viaggio dell’Alighieri concepita per colpire con feroci strali i propri concittadini. Nel 1998 ha pubblicato “Astrologia, tutto quello che gli astrologi non vi diconoâ€, Aiuto mi scappa la… gag (2003), “Alieni, tutto quello che gli ufologi non vi dicono†(2005) e Miss Frigidaire nel 2007 sempre con i tipi della Elena Morea Editore.
Dopo i racconti “al femminile†di “Miss Frigidaire è tornato alla saggistica, sia pure, come in precedenza, a impostazione colloquiale e non accademica. È uscito in questi giorni il suo ultimo lavoro dal titolo eloquente : “Elogio dell’ateismo†con la prefazione di Margherita Hack. Un tema da far tremare i polsi, non crede?
«Può ben dirlo. Ma si giunge a un certo momento della vita in cui si sente il bisogno di esprimere fino in fondo il proprio pensiero: “Elogio dell’ateismo†rappresenta la liberazione dai lacci del condizionamento ambientale, l’esposizione di convincimenti, maturati dopo un’esistenza di riflessioni e sempre taciuti.»
Perché taciuti?
«Perché sino a non molto tempo fa il dichiararsi ateo corrispondeva quasi a sentirsi affibbiare una patente di greve materialismo e di anarchia morale. Poco mancava che venissi guardato con sospetto. Invece chi non crede è solamente un uomo (o una donna, ovviamente) che a certe domande fondamentali si dà delle risposte diverse da quelle che la maggioranza accetta come soddisfacenti.»
È un percorso difficile quello di giungere a una posizione filosofica così netta? Non la tormenta mai la lacerazione del dubbio?
«Direi proprio di no a entrambi gli interrogativi. Il percorso è stato un cammino del tutto naturale: fin da ragazzo riflettevo su tanti aspetti dell’esistenza e le risposte che mi forniva la religione non mi convincevano affatto. Man mano che la vita mi poneva davanti le sue risultanze, tanto più cresceva la consapevolezza interiore che un Dio come quello che mi veniva rappresentato era, quanto meno, improbabile.»
Il libro è dunque il racconto di questo cammino?
«Più o meno: è l’esposizione delle numerose ragioni che mi hanno via via condotto a conclusioni definitive, non contraddittorie, in armonia con la realtà , secondo le leggi di natura.»
Ma il titolo non suona un po’ provocatorio? Perché un “elogio†e non una semplice dichiarazione di appartenenza?
«No, non trovo il titolo provocatorio. Le ragioni dell’ “elogio†emergono compiutamente nel corso della trattazione, alla quale si potrebbe benissimo attribuire il sottotitolo di “Invito a una riflessione profondaâ€. Per questo ritengo che la sua lettura possa interessare e dimostrarsi utile anche al credente più devoto. Dopo di che ciascuno, com’è naturale, conserva il pieno e sacrosanto diritto di continuare a pensarla come meglio gli aggrada, lo convince, lo tranquillizza.»
Con “Elogio dell’ateismo†sembra aver completato una trilogia del “non credereâ€: non crede all’astrologia, non crede agli alieni, non crede al Padreterno. Ma, infine, lei crede a qualcosa o no?
«Certo che sì. Alla vita intelligente in altri mondi credo, ma penso sia impossibile conoscerla e in ogni caso incontrarla. E poi credo in tutti i valori positivi che caratterizzano la parte sana dell’animo e della ragione umana. Credo in chi mi dà fiducia fornendomi spiegazioni chiare, comprensibili, plausibili alle domande che gli sottopongo. Al vago, al misterioso, al contraddittorio, al leggendario non credo. Per darti un’idea: leggo con sommo diletto i poemi omerici e la Divina Commedia, ma non li identifico con la realtà . La Bibbia è un magnifico libro di racconti, anche istruttivi talvolta, anche educativi in qualche caso: ma con Dio ha ben poco a che vedere. Tutto qui.»
Grazie per la chiacchierata e auguri di un buon successo editoriale al suo “Elogioâ€. Lo presenterà ufficialmente a San Mauro?
Spero di sì, in autunno, come ho fatto per i precedenti lavori. Il saggio divulgativo però è già nelle principali librerie dal 15 aprile.